L’informatica dei servizi commerciali

Cosa succederebbe se la scuola Italiana iniziasse a fare pubblicità a prodotti commerciali?
Se sapessimo che la cultura viene sostituita da vile pubblicità, come reagiremmo? E se questi prodotti fossero di una multinazionale americana e nella nostra scuola affermassero che non puoi farne a meno, in nessun caso?
Ci infurieremmo, andremmo tutti in piazza gridando le peggiori accuse, e avremmo ragione, scopo della scuola è insegnare, non fare pubblicità, per quella bastano e avanzano i media.
Perché dico questo? Semplice, perché sta già avvenendo sotto il nostro naso, e non diciamo nulla.

Parte prima: il passato

Word a scuola

Word a scuola

Ad ogni livello della nostra istruzione, con rari esempi, ci imbattiamo in una formazione informatica pesantemente basata su servizi e prodotti commerciali. Facciamo un esempio noto: ECDL, o patente europea per l’uso del computer, tanto erratamente accolta come cosa positiva, si basa esclusivamente su prodotti commerciali Microsoft, generalmente Windows e MS Office. Di fatto una pubblicità imposta fin dai primi anni di formazione. Sulle scelte politico-economiche non mi addentro, proviamo a vedere eventuali scelte pratiche: lo usano tutti.

Ecco, lo usano tutti è il mantra che iniziano a ripeterti e scuola e che sentirai ripetere in continuazione ovunque. Ma davvero è una garanzia?
La storia insegna che adeguarsi alla massa è pericoloso, dato che spesso le scelte della massa non sono le migliori. In questo specifico caso usare un prodotto commerciale solo perché lo usano anche gli altri non garantisce nulla di quanto si crede o si spera, se non l’ancestrale sensazione di stare meglio quando siamo uniformati al gruppo dominante.

Portiamo ad esempio proprio il caso delle suite office: Da una parte abbiamo Microsoft, con la sua suite commerciale ovviamente a pagamento (non sostengo la pirateria) che usa suoi formati di salvataggio, che variando di versione i versione non garantiscono alcuna compatibilità, obbligando gli utenti a rimanere su tecnologie microsoft e ad aggiornare sempre all’ultima versione uscita. Dall’altra abbiamo un formato standard, universalmente riconosciuto e supportato da quasi tutti (per non dire tutti) i prodotti per l’ufficio, e per la cronaca, anche da MS Office.
A questo punto la domanda è “perché non usiamo questo standard?”, e la risposta si trova proprio in quello che ho detto prima: la nostra società, nel campo informatico, non forma persone capaci realmente di usare un computer, ma forma e richiede persone che si adeguino al prodotto commerciale del momento, persone che utilizzino il computer come veicolo per dei prodotti e servizi commerciali.

Parte seconda: il presente

E l’ultima tappa del nostro viaggio presenta una grandiosa novità: gli smartphone e i tablet. Dispositivi appositamente pensati per veicolare servizi commerciali. Tutto è un servizio, senza di essi ciò che hai in mano è si virtualmente un computer, ma sostanzialmente vuoto.

Quello che hai in mano non è un dispositivo sotto il tuo controllo, ma un mezzo appositamente progettato per permetterti di diventare cliente di servizi commerciali di terzi. Ti sei mai chiesto perché per usarlo devi “registrarti” da qualche parte inserendo un metodo di pagamento? Ti sei mai chiesto perché la maggior parte delle “app” richiede la connessione ad internet anche per fare cose che potrebbero fare usando la risorse, sempre più avanzate, del cellulare stesso?

Il nostro mondo dell’informatica è ogni giorno sempre più dipendente da questi servizi commerciali, e quello che prima potevi fare sul tuo personal computer, ora sei costretto a farlo fare a qualche multinazionale dall’altra parte dell oceano, attraverso una sempre più indispensabile connessione ad internet.

E per concludere uno sguardo anche alla nostra amata internet, nata per permettere la comunicazione anche dopo un attacco atomico, ora è per la maggior parte veicolo, ancora una volta, dei sopracitati servizi commerciali.

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Andrea Bontempi

Andrea Bontempi ha scritto 10 articoli

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