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    <title>profilazione &amp;mdash; Andreabont</title>
    <link>https://blog.andreabont.it/tag:profilazione</link>
    <description>Il Blog di Andreabont</description>
    <pubDate>Wed, 06 May 2026 12:11:59 +0000</pubDate>
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      <title>L&#39;algoritmo</title>
      <link>https://blog.andreabont.it/lalgoritmo</link>
      <description>&lt;![CDATA[Dai social agli e-commerce, fino ad essere citato persino nell&#39;ultima stagione di Boris, per via delle piattaforme di streaming. Ma cosa s&#39;intende per algoritmo?&#xA;&#xA;Il termine in realtà è molto generico, algoritmo è una qualsiasi sequenza di istruzioni eseguibili da un computer, gli algoritmi sono ovunque, ed è grazie ad essi che potete leggere questo articolo.&#xA;&#xA;Ma a noi interessano alcuni algoritmi in particolare, quelli a cui si fa riferimento ultimamente, si tratta degli algoritmi di raccomandazione; un insieme molto variegato di algoritmi che hanno come scopo quello di scegliere che contenuti mostrare agli utenti.&#xA;&#xA;Il web è vasto, le informazioni in esso contenute sono sempre di più, quindi si è cercato un sistema che sollevasse gli utenti da quel faticoso processo di ricerca dei contenuti in un catalogo spesso vastissimo.&#xA;&#xA;Poniamo l&#39;esempio di un servizio di streaming, migliaia di film e serie tv che cambiano ogni giorno, un utente potrebbe uscirne matto navigando tra categorie e ricerche; molto più comodo aprire la schermata iniziale e vedere cosa viene proposto. &#xA;&#xA;Ma come funziona? Ogni algoritmo fa da sé, e la maggior parte di essi sono segreti custoditi gelosamente dalle aziende, ma in generale possiamo dire che si basano sulla profilazione degli utenti, imparando man mano dai loro comportamenti e dalle loro interazioni.&#xA;&#xA;Poniamo di essere un nuovo utente di una piattaforma di streaming: non essendo ancora stato profilato, inizierà a chiedermi dei miei gusti, oppure mi proporrà contenuti che sono molto famosi in quel momento, cercando di affinare la sua conoscenza dei miei gusti, finché non saprà propormi contenuti adatti a me.&#xA;&#xA;Tutto questo sembra ragionevole, e in parte lo è: risolve il problema della quantità di contenuti a cui accennavo sopra. Ma ha anche dei lati oscuri, che in questi anni stiamo imparando a conoscere.&#xA;&#xA;Il fenomeno delle bolle, è il primo ad essere stato visto: una volta che l&#39;algoritmo avrà imparato a conoscermi, non mi proporrà nulla al di fuori della mia zona di comfort, limitando la mia crescita personale, e confermando continuamente i miei gusti assodati.&#xA;&#xA;Ma la cosa se già potrebbe sembrare inquietante per i servizi di streaming, dove tutto sommato il peggio che potrebbe capitare è il perdersi l&#39;ultima serie tv uscita, diventa problematica quando applicata ai social.&#xA;&#xA;Se io entro su un social, e leggo soltanto opinioni con cui sono d&#39;accordo, il rischio concreto è che io mi radicalizzi su queste idee, non entrando mai in contatto con idee diverse dalle mie.&#xA;&#xA;Certo, questo avviene sempre, anche al di fuori dei social: se io vado al bar sport, non parleranno certamente di fisica quantistica. Ma se hai un algoritmo che sotto i piedi spinge costantemente verso una bolla, è molto più difficile sfuggirci.&#xA;&#xA;Ma le cose possono diventare ancora più oscure. Cosa succede se il gestore del social interviene su questo algoritmo di raccomandazione? Improvvisamente si ha il potere di manipolare le masse.&#xA;&#xA;Il caso forse più noto è stato quello di Cambridge Analytica, dove i dati di profilazione di Facebook sono stati usati per creare campagne elettorali personalizzate, volte a manipolare le intenzioni di voto delle persone.&#xA;&#xA;Oppure sul più recente caso di Twitter, dove per essere raccomandati bisogna pagare un abbonamento mensile, altrimenti, c&#39;è l&#39;oblio digitale nel mare di rumore informativo.&#xA;&#xA;O anche la tendenza, sempre su Twitter, ma presente anche in altri social, di raccomandare i &#34;temi caldi&#34;, in modo da indurre discussioni, o spesso litigi, per tenere le persone attive sul social e monetizzare con le pubblicità.&#xA;&#xA;Finiamo citando un bias (o distorsione cognitiva): l&#39;effetto carrozzone. Le persone, quando non hanno già una idea ben definita, tendono a farsi una propria idea basandosi su quello che dicono e fanno le persone loro vicine. &#xA;&#xA;È un effetto ben noto a politici ed esperti di marketing, ma che dire dei social? Un algoritmo che può raccomandare determinate informazioni ed idee, può agilmente sfruttare questo effetto per indurre le persone a farsi una certa idea piuttosto che un&#39;altra.&#xA;&#xA;Una vera soluzione a questi problemi ancora non esiste, anche se tanti se ne stanno preoccupando, sia a livello tecnico, sia a livello legislativo. Ma alla fine, come al solito, siamo noi per primi ad essere chiamati alla consapevolezza.&#xA;&#xA;Dobbiamo quindi tenere sempre conto che la vetrina che ci viene proposta, non è una rappresentazione della realtà, ma solo quello che qualcuno o qualcosa vuole farci vedere. Esattamente come in un negozio fisico, dove nella vetrina il negoziante espone ciò che vuole venderci.&#xA;&#xA;#socialnetwork #algoritmo #profilazione]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Dai social agli e-commerce, fino ad essere citato persino nell&#39;ultima stagione di Boris, per via delle piattaforme di streaming. Ma cosa s&#39;intende per <strong>algoritmo</strong>?</p>

<p>Il termine in realtà è molto generico, algoritmo è una qualsiasi sequenza di istruzioni eseguibili da un computer, gli algoritmi sono ovunque, ed è grazie ad essi che potete leggere questo articolo.</p>

<p>Ma a noi interessano alcuni algoritmi in particolare, quelli a cui si fa riferimento ultimamente, si tratta degli <strong>algoritmi di raccomandazione</strong>; un insieme molto variegato di algoritmi che hanno come scopo quello di scegliere che contenuti mostrare agli utenti.</p>

<p>Il web è vasto, le informazioni in esso contenute sono sempre di più, quindi si è cercato un sistema che sollevasse gli utenti da quel faticoso processo di ricerca dei contenuti in un catalogo spesso vastissimo.</p>

<p>Poniamo l&#39;esempio di un servizio di streaming, migliaia di film e serie tv che cambiano ogni giorno, un utente potrebbe uscirne matto navigando tra categorie e ricerche; molto più comodo aprire la schermata iniziale e vedere cosa viene proposto.</p>

<p>Ma come funziona? Ogni algoritmo fa da sé, e la maggior parte di essi sono segreti custoditi gelosamente dalle aziende, ma in generale possiamo dire che si basano sulla profilazione degli utenti, imparando man mano dai loro comportamenti e dalle loro interazioni.</p>

<p>Poniamo di essere un nuovo utente di una piattaforma di streaming: non essendo ancora stato profilato, inizierà a chiedermi dei miei gusti, oppure mi proporrà contenuti che sono molto famosi in quel momento, cercando di affinare la sua conoscenza dei miei gusti, finché non saprà propormi contenuti adatti a me.</p>

<p>Tutto questo sembra ragionevole, e in parte lo è: risolve il problema della quantità di contenuti a cui accennavo sopra. Ma ha anche dei lati oscuri, che in questi anni stiamo imparando a conoscere.</p>

<p>Il fenomeno delle <strong>bolle</strong>, è il primo ad essere stato visto: una volta che l&#39;algoritmo avrà imparato a conoscermi, non mi proporrà nulla al di fuori della mia zona di comfort, limitando la mia crescita personale, e confermando continuamente i miei gusti assodati.</p>

<p>Ma la cosa se già potrebbe sembrare inquietante per i servizi di streaming, dove tutto sommato il peggio che potrebbe capitare è il perdersi l&#39;ultima serie tv uscita, diventa problematica quando applicata ai social.</p>

<p>Se io entro su un social, e leggo soltanto opinioni con cui sono d&#39;accordo, il rischio concreto è che io mi radicalizzi su queste idee, non entrando mai in contatto con idee diverse dalle mie.</p>

<p>Certo, questo avviene sempre, anche al di fuori dei social: se io vado al bar sport, non parleranno certamente di fisica quantistica. Ma se hai un algoritmo che sotto i piedi spinge costantemente verso una bolla, è molto più difficile sfuggirci.</p>

<p>Ma le cose possono diventare ancora più oscure. Cosa succede se il gestore del social interviene su questo algoritmo di raccomandazione? Improvvisamente si ha il potere di manipolare le masse.</p>

<p>Il caso forse più noto è stato quello di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scandalo_Facebook-Cambridge_Analytica">Cambridge Analytica</a>, dove i dati di profilazione di Facebook sono stati usati per creare campagne elettorali personalizzate, volte a manipolare le intenzioni di voto delle persone.</p>

<p>Oppure sul più <a href="https://help.twitter.com/en/using-twitter/twitter-blue">recente caso di Twitter</a>, dove per essere raccomandati bisogna pagare un abbonamento mensile, altrimenti, c&#39;è l&#39;oblio digitale nel mare di rumore informativo.</p>

<p>O anche la tendenza, sempre su Twitter, ma presente anche in altri social, di raccomandare i “temi caldi”, in modo da indurre discussioni, o spesso litigi, per tenere le persone attive sul social e monetizzare con le pubblicità.</p>

<p>Finiamo citando un bias (o distorsione cognitiva): l&#39;<strong>effetto carrozzone</strong>. Le persone, quando non hanno già una idea ben definita, tendono a farsi una propria idea basandosi su quello che dicono e fanno le persone loro vicine.</p>

<p>È un effetto ben noto a politici ed esperti di marketing, ma che dire dei social? Un algoritmo che può raccomandare determinate informazioni ed idee, può agilmente sfruttare questo effetto per indurre le persone a farsi una certa idea piuttosto che un&#39;altra.</p>

<p>Una vera soluzione a questi problemi ancora non esiste, anche se tanti se ne stanno preoccupando, sia a livello tecnico, sia a livello legislativo. Ma alla fine, come al solito, siamo noi per primi ad essere chiamati alla consapevolezza.</p>

<p>Dobbiamo quindi tenere sempre conto che la vetrina che ci viene proposta, non è una rappresentazione della realtà, ma solo quello che qualcuno o qualcosa vuole farci vedere. Esattamente come in un negozio fisico, dove nella vetrina il negoziante espone ciò che vuole venderci.</p>

<p><a href="https://blog.andreabont.it/tag:socialnetwork" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">socialnetwork</span></a> <a href="https://blog.andreabont.it/tag:algoritmo" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">algoritmo</span></a> <a href="https://blog.andreabont.it/tag:profilazione" class="hashtag"><span>#</span><span class="p-category">profilazione</span></a></p>
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      <pubDate>Fri, 06 Jan 2023 08:52:58 +0000</pubDate>
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